Il Dipartimento Infrastrutture e Mobilità Provinciale si riunirà lunedì 30 agosto alle ore 18.30.
La riunione si terrà presso l'auditorium della biblioteca di Oriago di Mira (nella sede dell'ex Cinema Italia) in via Venezia, di fronte al ponte con il semaforo nel centro di Oriago.
Ricordo che gli argomenti che andremo a trattare sono quelli che in questo periodo stiamo analizzando e che interessano gli interventi viari su Romea Commerciale, Camionabile, Idrovia e interramento Elettrodotto Terna in vista di un incontro pubblico che si vuol organizzare a MIRA
Per chi non ha partecipato agli ultimi due incontri informo che:
- nell'incontro del 12/7/2010 abbiamo analizzato la fotografia dell'attuale situazione relativamente ai progetti in essere e discusso sull'incontro / conferenza che i Sindaci della Riviera del Brenta avevano avuto alcuni giorni prima con la II^ Commissione Regionale;
- nell' incontro del 20/7/2010 abbiamo posto le basi di riflessione per i prossimi incontri che qui di seguito brevemente enuncio:
- L'asse plurimodale è un asse chiuso che non porta benefici ai territori attraversati che invece pagherebbero e pagano le conseguenze della sua realizzazione. La proposta che si vorrebbe fare come partito è che le grandi opere infrastrutturali, concepite con il Project financing, devono prevedere delle clausole che vedano la realizzazione contestuale di opere di mitigazione ambientale o di ricaduta economica sui territori interessati, visto che le stesse, per la natura del finanziamento di progetto, prevedono il pagamento di un pedaggio per il rientro delle spese.
- Bisogna superare il sistema Commissariale per la realizzazione delle grandi opere infrastrutturali viarie, figura che poi viene interpretata sempre dalle stesse persone, e puntare maggiormente sul coinvolgimento delle amministrazioni locali, magari dando ai Sindaci maggiori poteri decisionali.
- Bisogna cominciare a concepire l'area metropolitana PA-TRE-VE come una grande città metropolitana al cui interno la viabilità sia funzionale ai territori.
- La Statale Romea e le attuali arterie viarie all'interno dell'area metropolitana PA-TRE-VE devono essere messe in sicurezza, ancor prima di rivederne la natura e di essere trasformate in autostrade o in strade di grande scorrimento.
- Bisogna assumere una decisione politica se il partito predilige la soluzione Veneto City su Dolo come area di investimenti produttivi oppure punti sulla riqualificazione di Portomarghera, visto che due poli in un area ristretta non avrebbero la possibilità di sostenersi.
- Assumere una posizione sull'arretramento del Casello autostradale a Villabona oppure a Roncoduro benché via sia una decisione da Parte della Regione su quest'ultima soluzione.
Se il casello autostradale viene arretrato a Roncoduro si deve allora chiedere la demolizione di Villabona e va ripreso il tema di richiedere l'allargamento delle corsie da Padova Est a Roncoduro portandole dalle attuali tre a cinque. Assumere anche una decisione sulla necessità o meno delle complanari che in questo caso, cioè con l'allargamento, diventerebbero superflue. Con il nuovo casello di Roncoduro si deve necessariamente liberalizzare il tratto Roncoduro - Venezia. - Romea Commerciale: capire che tipo di strada vogliamo e se deve intersecare con il futuro casello di Roncoduro.
- Camionabile: decidere se riteniamo l'opera primaria o se sia invece il caso di puntare sull'aumento delle corsie delle A4 portandole dalle attuale 3 a 5 per ogni senso di marcia.
- Idrovia: si è valutato che l'idrovia viene richiesta fortemente da Padova perché rientra nella messa in sicurezza idrologica della città. I venti km. previsti non sono indispensabili e soprattutto possono causare problemi al sistema idrologico ed ambientale di Venezia dato che porterebbero in laguna le acqua inquinate. Perdipiù non risulta che il Porto di Venezia ritenga tale opera come primaria ed utile per il collegamenti fluviali. Si può ragionare in un rapporto tra le amministrazioni di Venezia e Padova perché su PADOVA possa essere pensato un bacino scolmatore di 400 milioni di m3, che servirebbe alle esigenze di messa in sicurezza della città. Oppure studiare una proposta alternativa all'idrovia come quella dell'utilizzo del Canale Taglio, che esce a Brontolo, ma che però non ha la pendenza necessaria per lo scorrimento delle acque e che, quindi, necessiterebbe di interventi.
Vi farò pervenire anche le annotazioni ed i contributi pervenuti in Federazione da parte di amministratori e componenti il gruppo di lavoro
Auspicando nella Vs. fattiva presenza, colgo l'occasione per ringraziare tutti coloro che ci stanno dando strumenti informativi sui progetti in atto e per la loro collaborazione ai nostri lavori.
Paolo Bonafè




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